La Ramata di Montoro

La cipolla ramata di Montoro è un’antica varietà di cipolla, dolce, profumata, dal gusto inconfondibile, coltivata nel territorio di Montoro, in provincia di Avellino, da tempo immemorabile utilizzando tecniche di coltivazione antiche e tradizionali.


 

La storia di Montoro è strettamente legata alla sua cipolla, la cui coltivazione venne abbandonata solo per un breve periodo di tempo per inseguire il miraggio della tabacchicoltura che garantiva laute integrazioni da parte della comunità economica europea.Originaria della zona di Montoro Inferiore, la cipolla ramata di Montoro ha un aspetto all'esterno che richiama il colore del rame, da cui deriva l'origine del nome e, internamente, presenta delle striature bianche e violacee. Il suo profumo è piuttosto aromatico, il gusto molto delicato e dolciastro; tra le sue caratteristiche c’è una notevole capacità di tenere bene la cottura, per cui viene spesso usata nella preparazione di piatti tradizionali che richiedono una lunga cottura. Il territorio campano di Montoro, caratterizzato da terreni di origine vulcanica, ben drenati, si è dimostrato particolarmente adatto alla sua coltivazione, con un clima mite e ventilato, come richiede questa varietà di cipolla, che, pur preferendo una temperatura ottimale di germinazione sui 20°-25°, sopporta bene gli sbalzi di temperatura. La Cipolla Ramata di Montoro viene seminata a settembre e raccolta nella prima metà di giugno dell'anno successivo; dopo la raccolta, viene conservata in ambienti arieggiati, su supporti di legno. La successiva fase di lavorazione prevede che le cipolle siano private sia delle tuniche esterne, evidenziando così il caratteristico colore ramato, sia delle radici, poi confezionate a mano nelle tradizionali trecce usando le foglie secche delle cipolle e venduta in sacchi di juta. Alla sua Cipolla Ramata, oggi prodotto Igt, Montoro, ma anche altre località del territorio, dedicano sagre e feste, dove questo caratteristico prodotto della terra è protagonista assoluto in molti piatti, molti dei quali ben conosciuti anche fuori dal territorio irpino.